Il sughero viene utilizzato da secoli per la produzione di tappi da bottiglia. Ma le applicazioni di questo materiale naturale non si fermano qui.. Basti pensare che gli antichi romani producevano sandali e galleggianti per la pesca in sughero. Oggi si usa addirittura per produrre palline da calcetto balilla insonorizzate! Purtroppo, il sughero (Quercus suber) rischia l’estinzione. Il nobile albero mediterraneo non è stato attaccato da un fungo o da un insetto indomabile (vedi punteruolo rosso delle palme). Allora cosa potrebbe causare la riduzione dei sughereti nel Mediterraneo Occidentale fino a un quarto di quelle attuali? Il suo massimo fruitore: l‘uomo! Continua a leggere »
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Il nome del genere Sanseveria (note come “lingue di suocera”) è riconducibile ad un errore risalente alla fine del 1700, quando il botanico Vincenzo Petagna inviò la prima specie conosciuta al naturalista svedese C.P. Thumberg. Petagna voleva dedicare la “nuova” specie a P.A. Sanseverino, creatore di un giardino di piante rare nell’Italia meridionale. Ma Thumberg non comprise il nome, a causa di evidenti difficoltà linguistiche, e la chiamò Sansevieria (al posto di Sanseverinia). Il genere comprende circa 60 specie, tutte erbacee, coriacee e dotate di rizomi sotterranei. Quasi tutte le specie sono africane.
Lo scorso venerdì 11 novembre, la Redazione di Gmag ha partecipato a una dimostrazione in campo di macchine rasaerba
Per chi possiede un terreno scosceso tosare l’erba e le sterpaglie è un grosso problema. Certo, potreste dotarvi di tanta pazienza e imbracciare il vostro decespugliatore montando una lama o un filo di nylon a sezione a stella, ma per le superfici sopra i 400 mq il lavoro è sicuramente faticoso, soprattutto se si è da soli. La macchina che vi presentiamo oggi fa parte di una categoria di utensili a motore spesso difficile da reperire, in cui è difficile districarsi data la varietà di modelli e prezzi disponibili. I venditori sembrano anche indecisi sul nome da dare a queste macchine. C’è chi li chiama
Cani e gatti ci sono molto simpatici, ma non sempre vanno d’accordo con le piante ele aiuole in giardino. Per i cani il problema tipico è quello delle buche, mentre per i gatti il danno più frequente è il graffio della corteccia degli alberi e l’utilizzo della pacciamatura come lettiera. E’ bene ricordare che sia cani che gatti hanno bisogno di avere a disposizione un certo quantitativo di verde per sentirsi a loro agio, e che, soprattutto per il gatto, il graffiare è necessario per rinnovare gli artigli. Per evitare che i felini utilizzino le piante è necessario proporre un oggetto da sotituire al nostro amato albero, come ad esempio un tiragraffi. Nel contempo, e anche per allontanare il cane dalle zone più eleganti del giardino, possiamo utilizzare un



