Oggi la Redazione di Gmag apre una nuova sezione interna alla rubrica “piante”, relativa agli alberi. Ci soffermeremo in particolare sulle piante che si possono trovare con molta facilità nel territorio italiano, dato che sono quelle con cui noi giardinieri abbiamo a che fare più spesso. Distingueremo gli alberi innanzitutto in base alle loro dimensioni potenziali. Infatti, se la pianta in questione non riesce a raggiungere tali dimensioni in un periodo che vi indicheremo, è probabile che risenta di alcune condizioni ambientali avverse! Di solito ciò avviene perchè la pianta non ha sufficiente terreno nel quale espandere le proprie radici, ma, ovviamente, possono entrare in gioco i “soliti” fattori (terreno, luce/esposizione, irrigazione, attacchi di agenti patogeni o anche tutte queste variabili insieme!). Continua a leggere »
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Oggi vi descriveremo una delle piante più diffuse nelle nostre città, sia nei giardini privati che come elemento di arredamento urbano: il Pittosporum tobira , meglio conosciuto con il suo nome volgare come Pitosforo. Il genere Pittosporum appartiene alla famiglia delle Pittosporaceae. A tale genere si riconducono circa 150 specie di arbusti e alberelli, tutti semirustici (sopportano tranquillamente i -5°C) e sempreverdi o dal fogliame comunque persistente, sempre apprezzato per il suo elevato valore decorativo.
La Skimmia japonica appartiene alla famiglia delle Rutaceae, ed è originaria di Cina e Giappone. Al genere Skimmia riconduciamo circa 8 specie di arbusti, tutti rustici, sempreverdi e dalla crescita lenta. La S. japonica è la tipica pianta acidofila (pH tra 5,5 e 6) che ama la mezzombra o al massimo il tenue sole mattuttino. Si può riconoscere la pianta dai giovani rami verdi e dalle foglie di un colore verde intenso, alterne, ovali e coriacee. Provate a stropicciarne una.. Rilascerà un intenso profumo aromatico! Si tenga conto che è una pianta dioica ( a parte alcune varietà); di conseguenza i fiori maschili e quelli femminili sono portati da individui diversi. In vivaio si tende a privilegiare la distribuzione di individui maschili o femminili, a seconda che la fioritura sia più interessante in uno o nell’altro caso.
Siamo ormai a novembre ed è arrivato il momento di mettere a dimora i vostri bulbi preferiti. Tra questi i narcisi (appartengono alla famiglia delle Amaryllidaceae), sono molto conosciuti e apprezzati per le loro qualità estetiche, oltre che per la facilità di coltivazione. In particolare, ci pare interessante il Narcissus doppio “Tahiti”. Con la sua grande e fitta corolla giallo oro ed arancione al centro, è uno dei bulbi a fioritura primaverile che non possono proprio mancare nel vostro giardino! I fiori sono sorretti da uno stelo robusto; da recisi fanno un’ottima figura in un vaso. In piena terra, starà a voi dare ai narcisi un andamento più formale, con pochi gruppi compatti e geometrici, oppure ricreare artificialmente un prato fiorito, ponenendoli a distanze irregolari l’uno dall’altro. E’ possibile coltivarli anche in vaso. I narcisi, come tutti i bulbi, possono essere trattati anche come piante da interno, magari utilizzando i vasetti di vetro che sono facilmente reperibili in commercio. 
Siamo giunti al secondo appuntamento della rubrica di Gmag, “piante adatte alla città”. Oggi parleremo di una pianta molto diffusa, soprattutto come siepe: la Photinia x fraseri, comune
Qualunque amante del verde che abbia un minimo di conoscenza botanica, si sarà reso conto che le piante che sono state messe a dimora nei parchi e giardini privati delle nostre città, non sono poi tante. Qui non mi riferisco tanto all’aspetto quantitativo. Siamo tutti (spero!) daccordo che le amministrazioni comunali dovrebbero preoccuparsi di far piantumare un più alto numero di piante, nelle nostre grigie e spesso inquinate città. Cercheremo, invece, di capire, in modo molto sommario, perchè nel nostro Paese i progettisti del verde e i giardinieri scelgono sempre, a parte qualche eccezione di rilievo, le stesse specie e varietà vegetali. I motivi sono tanti. Il primo è abbastanza scontato; in Italia c’è poca cultura del verde. E pensare che un tempo i mastri giardinieri italiani venivano chiamati all’estero per progettare e realizzare importanti opere verdi; basti pensare, tanto per fare un esempio, a Versailles!



