Si tratta di una beogonia di facilissima coltivazione, dal fogliame molto dettagliato ed elegante. La sua collocazione ideale è nelle zone in ombra del giardino, ove riempie in pochi anni aree abbastanza vaste grazie alla sua capacità di accestimento elevata. Se coltivata in vaso, può rimanere verde anche fino ad inverno inoltrato con l’accortezza di ripararla in serra fredda o in casa vicino ad una finestra. Difficile da reperire, potrete trovarla solo in grandi vivai che trattano le ultime novità. Questa varietà infatti è stata realizzata nel 2011, una vera rarità botanica per amatori, la vedremo probabilmente nei garden più piccoli soltanto dalla fine della primavera 2012.
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L’Agapanthus praecox fa parte della famiglia delle Liliaceae. E’ una pianta perenne originaria del sud Africa. Ha una radice rizomatosa e forma dei veri e propri cespugli; le foglie sono verdi e abbastanza carnose incurvate verso il basso, i fiori invece sono campanulati di colore blu più o meno intenso. Non resiste molto al freddo e per questo motivo è meglio se vengono protetti durante l’ inverno. E’ una pianta che non si pota, si eliminano gli eventuali fiori e foglie secche . Non sono piante paticolarmente soggette a parassiti e malattie ma in genere i nemici sono le chiocciole e lumache che danneggiano le
Diospyros kaki, la pianta del “freddo” è un albero da frutto del genere Ebenacee. E’ originaria della Cina, ed è stata importata in Europa nel Settecento, utilizzata solo come pianta ornamentale. Riesce a sopportare sia temperature molto fredde che calde; infatti viene coltivata sia al Nord che al sud d’ Italia. E’ molto adattabile a qualsiasi tipo di terreno purchè non siano terreni salini; devono essere ben drenati, profondi e non ha bisogno di particolari trattamenti antiparassitari. Il kaki può raggiungere anche 12 mt di altezza, ha la chioma globosa, le foglie sono ovaliformi con la pagina superiore lucida. La prelibata bacca
Il nome del genere Sanseveria (note come “lingue di suocera”) è riconducibile ad un errore risalente alla fine del 1700, quando il botanico Vincenzo Petagna inviò la prima specie conosciuta al naturalista svedese C.P. Thumberg. Petagna voleva dedicare la “nuova” specie a P.A. Sanseverino, creatore di un giardino di piante rare nell’Italia meridionale. Ma Thumberg non comprise il nome, a causa di evidenti difficoltà linguistiche, e la chiamò Sansevieria (al posto di Sanseverinia). Il genere comprende circa 60 specie, tutte erbacee, coriacee e dotate di rizomi sotterranei. Quasi tutte le specie sono africane.
Ecco il primo post dedicato alle piante dimenticate dai vivaisti e dal mercato della floricoltura ornamentale (ma non da noi). Si tratta di specie con grandi qualità, ma che non troverete quasi mai in vendita nel vostro vivaio di fiducia, per motivi che vanno dalla difficoltà di moltiplicazione al poco appeal sul mercato, magari perchè meno appariscenti e facili da coltivare di altre. La Bignonia (Campsis grandiflora) è un rampicante a foglia caduca originario delle Americhe con foglia composta e fioritura molto abbondante. Il diametro dei tronchi principali arriva in pochi anni fino a 10-15 cm di diametro, e la crescita è così vigorosa che 
La Magnolia x soulangeana è un incrocio tra la Magnolia denudata e la Magnolia liliflora. Come
L’ Argania spinosa (conosciuto anche come Argan) appartiene alla famiglia delle Sapotacee. Questo albero è una pianta endemica del Marocco molto antica, comparsa circa 80 milioni di anni fa. Secondo alcuni studiosi, in quel periodo poteva vantare una diffusione molto più vasta; tutto il Nordafrica e parte dell’Europa Meridionale. Infatti, in seguito ai mutamenti climatici avvenuti durante il Quaternario (era geologica tuttora in corso), si verificò una netta contrazione del suo areale di diffusione. La massima concetrazione di piante di Argan si trova attualmente nella regione del Souss, compresa tra Agadir e Essaouira per un totale di circa 830.000 ettari di superficie. 
La Magnolia grandiflora è un albero sempreverde di prima grandezza; raggiunge, in condizioni favorevoli, 25 metri a un ritmo di 6 m in 20 anni. Originaria dell’America Centrale e degli Stati Uniti merdionali, venne importata per la prima volta in Europa agli inizi del XVII secolo, per poi diffondersi in modo più massiccio durante il XVIII secolo. Il genere Magnolia, racchiude circa 80 specie di arbusti e alberi dalle caratteristiche variabili. Ne fanno parte esemplari decidui e sempreverdi (tra cui ad es. il
In autunno, alcune piante fanno a gara per stupirci con la bellezza del loro fogliame che si colora di giallo, arancio, rosso, passando attraverso tutte le sfumature intermedie di queste tinte.. Tra i rampicanti , un posto d’onore merita il genere
L’ Aechmea fasciata deriva il proprio nome dal greco akmè ( “punta”) a causa delle punte acute del fiore a calice. Il suo habitat naturale si trova nelle aree tropicali dell’America centro-meridionale; il Paese in cui si registra una presenza maggiore è senza dubbio il Brasile. Appartiene alla famiglia delle Bromeliacee. Come la



