Progettare un’area verde è un’operazione piuttosto complessa, soprattutto quando il giardino non è nostro. In questo caso, infatti, oltre alle normali regole agronomiche che ci “costringono” a scegliere piante adatte alla posizione/esposizione per evitare loro future sofferenze utilizzando un minimo di gusto estetico (esiste una bibliografia sconfinata che può aiutarci in questo senso), dovremo tenere conto dei cosidetti “desiderata” del cliente. Quali sono i colori e le piante preferite? Il giardino verrà utilizzato da una giovane coppia senza figli che vuole un luogo adatto ad inivitare amici e conoscenti, oppure dovremo avvicinarci ai bisogni di una famiglia numerosa? Il cliente ha un cane o altri animali da tenere in giardino? Continua a leggere »
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Questo sembrerebbe davvero il prodotto ideale per tutti gli amanti del giardinaggio, professionisti e non, che si occupano del proprio giardino con un approccio del tutto rilassato. Innanzitutto perchè ci permette di sbrigare i (piccoli) lavori di giardinaggio con la dovuta calma, grazie al comodo sgabello. E noi professionisti, sappiamo che uno dei segreti per avere un giardino florido e lussureggiante consiste proprio nel prendersene cura tutti i giorni con amore e dedizione. Inoltre, come è facile intuire, è proprio questo lavoro paziente e continuo che permette di evitare un accumulo esorbitante di lavoro. In base alla tipologia di area verde , si renderanno comunque necessari degli interventi “straordinari” (potatura alberi, siepi, risemina tappeto erboso, etc) e in questo caso, se non siete del settore e/o non avete una buona preparazione, sarà meglio rivolgersi al proprio giardiniere di fiducia.
Accanto alle cure ordinarie delle nostre piante, figura sicuramente la concimazione. Questa operazione, non è in realtà sempre necessaria; dipende dal tipo di pianta, essendocene alcune che amano terreni magri. Inoltre un terriccio già ricco di sostanze organiche fornisce nel tempo tutti i macroelementi e gli elementi necessari al rigoglio dell’esemplare coltivato, almeno nella fase iniziale di piantumazione. Successivamente potrebbe diventare necessario apportare al terreno del concime. Ce ne sono di diversi tipi in commercio; naturali e chimici, liquidi, a lenta cessione.. Insomma sembrerebbe che ci sia davvero l’imbarazzo della scelta! In realtà ognuno di questi ha anche un titolo (quantità relativa di Azoto, Fosforo, Potassio contenuto) che può variare parecchio da prodotto a prodotto.
Con gli inizi di dicembre finisce l’epoca di piantumazione dei bulbi nel vostro giardino. Infatti spesso e volentieri, il terreno inizia a ghiacciare, rendendo difficili le relative lavorazioni. Questo limite non vale per chi volesse coltivare in casa i bulbi! Un metodo consiste nel porre a dimora il bulbo in un vasetto, con un terriccio adeguatemente mescolato a materiale drenante, per evitare pericolosi ristagni idirci. Oppure potete affidarvi alla coltivazione in idroponica, tecnica molto più economica di quella tradizionale in piena terra, basata sull’utilizzo esclusivo di acqua. Vi ricordiamo infatti che, contrariamente a gran parte delle credenze popolari in materia, il nutrimento delle piante non proviene dalla terra, bensi dall’energia prodotta tramite fotosintesi clorofilliana, derivante quindi dalla luce (naturale o artificiale che sia). Ovviamente il terreno è importante perchè, oltre a offrire ancoraggio alle radici, contiene gli elementi fondamentali perchè la pianta possa corvertire positivamente l’energia prodotta mediante fotosintesi.
Già agli inizi di novembre, bisogna iniziare a preoccuparsi di porre al riparo le piante più sensibili al freddo. Per quanto riguarda le piante tropicali, agli inizi di ottobre i più accorti tra voi avranno sicuramente provveduto a rimetterle in casa. Molti tendono ad aspettare novembre, quando le temperature sono (solitamente!) basse. Questo potrebbe provocare alle piante un vero e proprio shock termico, dato dalla differenza tra la temperatura esterna ( a Milano, in questo mese, la media stagionale è compresa tra i 4°C e i 10°C) e quella interna (dai 18° ai 20 °C). Potremmo decidere di riparare dal gelo e dalle intemperie anche piante rustiche, ovvero resistenti alle basse temperature.
La processionaria del pino (Traumatocampa pityocampa) è un insetto fillofago, che appartiene alla categoria dei cosiddetti lepidotteri defogliatori. Le larve dei lepidotteri defogliatori sono molto voraci e particolarmente temibili, perchè possono causare anche la defogliazione completa delle piante ospiti. Le infestazioni da processionaria si evidenziano con fluttuazioni graduali delle popolazioni; il culmine avviene ogni 5 -7 anni. Inoltre,vi ricordiamo che un esemplare indebolito da una attacco parassitario è più facilmente soggetto ad altre aggressioni da parte di agenti patogenti (insetti, funghi, virus, batteri). Le diverse patologie concorrono al deperimento e anche alla morte dell’ esemplare colpito. Per quanto riguarda gli effetti indesiderati sull’uomo, penso che non ci sia persona, che non li abbia provati (o perlomeno visti!): irritazioni cutanee, oculari e respiratorie. Tornando alle piante, la Traumatocampa pityocampae attacca soprattutto i pini, in particolar modo il Pinus nigra e Pinus silvestris, anche se non è raro riscontrare la presenza del parassita su P. halepensis, P. pinea, P. pinaster, qualche volta anche sul P. strobus. Altre conifere colpite sono i larici e i cedri.
Gastrotox è un prodotto molto utile per debellare un nemico delle piante, molto comune in orti e giardini: la lumaca. Questo simpatico animaletto è provvisto di una conchiglia sviluppata e deve essere distinta dalle limacce che, solitamente, non hanno il guscio. A parte questa sottile differenza, i danni causati dalle lumache e dalle limacce , sono identici. Entrambe, si cibano delle foglie della maggior parte delle piante, anche se amano particolarmente le giovani piantine e i bulbi. Sembrerebbe che le bulbacee più colpite siano i gladioli e gigli. Questi molluschi sono attive soprattutto in primavera e in autunno. E’ molto probabile trovarle in giardino, quando il tasso di umidità dell’aria è elevato oppure, dopo un’abbondante pioggia. Le lumache e le limacce sono molto voraci, al punto che in una sola notte possono mangiare ingenti porzioni verdi di una pianta. Ovviamente, se la pianta è in salute, non subirà gravi conseguenze, e il danno sarà soprattutto estetico. Al contrario, piante già compromesse per altri fattori (terreno asfittico, irrigazione carente, esposizione scorretta, attacchi di altri patogeni, etc) possono anche soccombere di fronte all’azione devastante delle lumache. Esistono diversi rimedi contro questi parassiti, il più comune dei quali, consiste nell’interrare un piccolo contenitore di plastica ricolmo di birra.



