Il giardinaggio si fa urbano e tecnologico

Italiani popolo di “hobby farmers”, secondo l’ultimo studio della Coldiretti che segnala un vero e proprio boom per gli
orti urbani, che grazie alla tecnologia assumono una declinazione sempre più vicina alle esigenze delle persone: oggi ci
sono piccoli spazi verdi portatili, giardini verticali per chi in casa ha poco spazio, ma anche orti ecologici che
consentono di riciclare materiali e non inquinare o piccole aree rialzate per chi ha maggiori difficoltà a piegarsi.

La parola d’ordine è “innovare”, cercando di portare un tocco di verde anche nella “giungla urbana” e assecondando,
allo stesso tempo, la voglia di novità e di tecnologia che si sta diffondendo anche nel nostro Paese, che nel nostro
settore prende forme decisamente interessanti: dalle app per la gestione del giardino ai prodotti hi tech pensati per
l’attività, fino alla vendita online su siti come GiffiMarket, dove trovare una lunga serie di prodotti per il proprio orto,
anche di grandi dimensioni, come ad esempio accessori per escavatori e benne rastrello per chi utilizza le macchine da
lavoro.

Insomma, il giardinaggio sta uscendo fuori dalle concezioni ferree di un tempo e da una logica di vecchio stile,
imponendosi come un passatempo pienamente 2.0, con sempre più novità tecnologiche per prenderci cura di piante,
piccoli arbusti e fiori: impianti di irrigazione azionabili a distanza a colpi di clic, potatura automatizzata, impollinazione
meccanica e segnalazioni in tempo reale via smartphone di possibili cambiamenti meteo o del momento migliore per
piantare.

La voglia di verde contagia gli italiani, e i dati di diversi sondaggi confermano la tendenza: per la Coldiretti, più di 6
italiani su 10 dedicano parte del tempo libero alla coltivazione di verdure, piante e orti, mentre uno studio del brand
Cub Cadet segnala che c’è una quota di 4 italiani su dieci che si rammarica perché dedica al giardinaggio molto meno
tempo di quello che vorrebbe, con un 20 per cento di persone che riesce a ritagliarsi solo un paio d’ore al mese per la
cura del proprio “angolo di paradiso”.

Per quanto riguarda la tecnologia, invece, un italiano su due ammette di desiderare un giardino hi-tech, da gestire
tramite app, mentre il 28 per cento degli intervistati si accontenterebbe di un buon compromesso tra automazione e
fai da te e un 22 per cento si rivela un tradizionalista puro, preferendo prendersi personalmente cura del giardino e
sporcandosi le mani.

Le scelte in campo innovativo, lo abbiamo anticipato sinteticamente, sono in netta diffusione, e oggi il mercato
propone dei tagliaerba automatici che sono capaci di gestire percorsi complessi e di essere azionati anche a distanza
tramite app, selezionando il tipo di taglio, le rifiniture preferite e la durata del servizio, e poi ancora dei computer
speciali che rilevano in tempo reale qualità dell’aria, del terreno e umidità per informarci via app sulle sue condizioni.

Le declinazioni della tecnologia si estendono anche alla produzione di sistemi “curiosi”, come la macchina per
effettuare l’impollinazione automatica (e senza api), oppure le luci a led che possono ricreare in casa le condizioni
esterne, fornendo alle coltivazioni interne la dose di luce necessaria alla sopravvivenza e “copiando” quella solare.
Non meno utili poi si rivelano gli impianti di irrigazione automatizzata, con tecnologia di rilevamento intelligente per
l’acqua e per il risparmio energetico, o la serra demotica, di dimensioni compatte, che si integra con l’arredamento
domestico e consente di far crescere piccole piante edibili all’interno della propria abitazione.

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