COME COLTIVARE LE FELCI ARBOREE

Parlare di Felci (sia arboree/arbustive, sia di quelle che si trovano comunemente (o quasi) nel sottobosco umido dei nostri boschi), vuol dire compiere un gigantesco tuffo nel passato della nostra Madre Terra. Studi hanno indicato che le prime forme di Felci e di Equiseti (cugini delle Felci che all’epoca potevano svilupparsi fino a 20 metri, anche se si trovano nelle foreste centro/sudamericane degli Equiseti che possono arrivare fino a 7 metri (Equisetum myriochaetum)) si svilupparono tra 416 – 359 milioni di anni fa, nell’Epoca Devoniana, un’epoca in cui oltre a far la comparsa i primi Tetrapodi (esseri anfibi con quattro zampe, come l’Ittiosega (Ichthyostega watsoni) ad es.) ci fu la seconda comparsa di piante terrestri, in una forma più evoluta rispetto alle formi precedenti (muschi, licheni, e piante vascolari molto primitive, ora estinte, come la Cooksonia o la Baragwanatia). Le Felci di quell’epoca (inoltrandoci anche nell’Era Carbonifera, in cui le Felci erano le regine delle foreste) potevano crescere fino a 10 metri di altezza (ad es. le specie estinte di  Psaronius (Pecopteris) o Medullosa (Macroneuropteris) comparse tra il Carbonifero Superiore ed il Permiano Inferiore), ed erano simili a come struttura come quelle odierne.

Per quanto riguarda le Felci Arboree dei nostri giorni ne abbiamo circa mille specie, la maggior parte facenti parte della Lista Rossa delle Specie in via di Estinzione (IUCN, 2014), poiché la stragrande maggioranza sono autoctone di Paesi tropicali, in cui, purtroppo, ci sono state, o sono in corso, delle opere di deforestazione.

Di specie europee di Felci Arboree o Arbustive ne abbiamo solo due, tutte e due iscritte nella Lista Rossa delle Specie in Via di Estinzione: Culcita macrocarpa, endemica della Spagna e del Portogallo, e la Felce florida (Osmunda regalis) distribuita in tutti i continenti, soprattutto nella fascia subatlantica.

Per quanto riguarda le nostre Felci Arboree sono tutte tropicali, provenienti per la maggior parte dal Sud-Est Asiatico e dal Continente Oceanico. La maggior parte sono rare o mai state coltivate nei giardini prima d’ora.

 

Felce d’Argento (Cyathea dealbata)

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Famosissima per essere ritratta in vari loghi neozelandesi (tra cui la leggendaria squadra di rugby degli All Blacks), la Felce d’Argento, una Felce arborea endemica della Nuova Zelanda è nota anche come Ponga (dal māori Kaponga o Ponga). Questa felce cresce ad altezze di 10 m con un tronco di color marrone dorato dal diametro fino a 45 cm. Ha una densa chioma di circa 30 fronde, che può arrivare fino a 8 m di diametro. Le fronde tendono ad essere lunghe fino a circa 2 – 4 metri e hanno una tipica colorazione argento-bianco sulla pagina inferiore dove si trovano le spore di color marrone chiaro (i sori). Queste Felci arboree sono fossili viventi e sono comparse circa 5,0 – 1,800,000 anni fa durante il Pliocene. Il loro habitat principale sono le zone asciutte delle foreste subtropicali e nella macchia aperta. Cresce bene in humus ben drenati, e una volta stabilitasi, tollera condizioni asciutte. Tollera temperature fino a -3 / -4 gradi centigradi, riparata dai venti e in inverno deve essere protetta dal gelo. In Italia può crescere all’aperto dal Centro Nord fino al Sud e alle Isole.

  • Adatto a: terreni leggeri (sabbiosi), medi e pesanti (argilla).
  • La Felce d’Argento è tollerante a tutti i pH.
  • Può crescere in piena ombra (bosco profondo) o semi-ombra (bosco leggero). Non tollera il vento.
  • Preferisce un terreno costantemente umido.

 

Felce di Taiwan (Cyathea fenicis)

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La Felce di Taiwan ( o Arborea delle Filippine) (Cyathea fenicis) è una rara specie di Felce Arborea originaria delle Filippine, Taiwan, e Orchid Island (Taiwan), dove cresce in foreste umide, ai margini delle foreste e sulle colline ad una modesta elevazione, sul monte Iraya (Filippine), nell’isola di Batan e nell’isola di Lanyu a sud est di Taiwan. Cresce tra i 200 – 550 m s.l.m. Il tronco è eretto, fino a 2 m di altezza e di solo circa 6 cm di diametro. Ha fronde tri-pinnate lunghe 1,5-2 m. Tipica di questa specie, ha le pinne basali generalmente ridotte. Il gambo è spinoso e varia di colore dal marrone al marrone – viola scuro. I sori sono rotondi e disposti in due file, una su ciascun lato delle pinnule mediane.

Come clima predilige un clima fresco – umido, e, per ora, non si conoscono usi sulla sua coltivazione. Potrebbe crescere ad es. sui laghi prealpini del Nord Italia, e in Centro Italia, nelle zone umide della Calabria e della Sicilia. E’ nell’elenco delle Lista Rossa delle Specie in via di estinzione (IUCN, 1997).

 

Felce Giapponese (Cyathea lepifera)

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E’ una Felce Arborea sempreverde, un vero fossile vivente tanto che esiste intatta geneticamente da 300 milioni di anni. E’ originaria delle foreste di montagna dell’Isola di Ryukyu (Giappone), del Sud della Cina, Malesia, Taiwan, Filippine, e Nuova Guinea. Alta tra i 2.4 e i 6 metri,  si estende in diametro tra i 3 – 3.6 m,la Cyathea lepifera è un’elegante specie di felce con un tronco scaglioso di colore sabbia pallido, con cicatrici ovali prominenti alle basi dei gambi e delle fronde cadute. Ha fronde lunghe 2 metri dalla forma di “braccia di scimmia”. Cresce tra i 2000 e i 2900 metri di altitudine, soprattutto nell’isola di Taiwan. E’ nell’Elenco Rosso delle Specie Rare e Minacciate del 1997 (IUCN).

  • In Italia si può coltivare nelle regioni liguri, in Centro (tranne in Umbria), nel Sud e nelle Isole.
  • Essendo una Felce lasciate che il suolo sia sempre umido anche tra le innaffiature.
  • Vuole pieno sole o semi-ombreggiato.
  • Necessita di terreno leggermente acido (tra pH 5.0 e 6.0).

 

Felce Lisca di Pesce (Blechnum nudum)

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E’ una piccola Felce Arborea alta fino ad un metro, tanto che si potrebbe chiamarla Felce Arbustiva, tipica delle foreste pluviali e di Eucalipto dell’Australia Orientale e della Tasmania. Spesso si trova vicino a corsi d’acqua insieme ad altre Felci Arboree quali la Dicksonia anctarctica e Cyathea australis.

Questa Felce “arbustiva” ha semplici fronde dimorfiche, strette e verticali, che si sviluppano al centro del tronco, lunghe 40-60 cm. Queste fronde di color verde da adulte e di color giallo-verde quando sono giovani, hanno un gambo corto e spesso, coperto da piccoli peli. Le fronde fertili hanno una particolare forma a “lisca di pesce”. Le fronde fertili sono semplicemente pinnate, come le fronde sterili. In Italia, vista la poca diffusione sul mercato di questa splendida Felce, si potrebbe coltivare nelle zone umide e temperate del Lago di Como e di Garda, e in Italia Centrale. Sopportano fino a 4 °C, anche se per un breve periodo di gelata. Come temperatura ideale vorrebbe circa 20 °C – 21°C.

 

Felce Nera (Cyathea medullaris)

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Gigantesca Felce Arborea del Sud-Est Pacifico distribuita tra le isole Fiji, le Pitcairn, le Isole Marchesi, Tahiti, le Isole Australi e la Nuova Zelanda. Cresce nelle foreste del bassopiano tra gli 0 metri fino a 650 metri di altitudine. La Felce Nera cresce molto in altezza fino a 20 metri con un diametro di 60 cm. Il tronco è nero e coperto da formazioni esagonali. Le fronde possono essere lunghe fino a 5 m e formano degli archi verso l’alto. Le pinne primarie sono da 40 cm a 1 m di lunghezza e le pinne inferiori hanno lamine con le spine marginali. I gambi sono spesso neri, molto ruvidi al tocco, e ricoperti di scaglie nere con spine marginali. I Maori si nutrivano del Koru (che poi sono i nuovi germogli di questa pianta, il quale nome nativo significa “ansa” o “nodo”). Il Kōrau è ritratto sui tatuaggi maori significante all’eterno ritornare alle origini ancestrali, a un radicamento con le lontane origini proprie e del mondo, alla nuova vita, alla speranza, alla perfezione, alla rinascita, alla pace. In Italia si può coltivare nelle regioni liguri, in Pianura Padana, in Centro, nel Sud e nelle Isole.  Preferisce un terreno ricco di humus in una posizione luminosa protetta, tipo mezz’ombra. Cresce bene nel sottobosco. Richiede rifugio dai venti, un’abbondanza di umidità alle sue radici e il suo tronco mantenuto bagnato.

 

  • Temperature minime:  5-10°C.
  • Temperature massime: 35-40°C con alto tasso di umidità.
  • Come temperatura minima sopporta per breve tempo fino a -3 °C.
  • PH terreno: neutro

 

Felce Arborea spinosa (Cyathea spinulosa)

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Felce Arborea proveniente dalla Cina, Tibet del Sud-Est, Taiwan, Isole Ryukyu (Giappone), Bangladesh, India, Nepal, Bhutan, Myanmar, Thailandia del Nord, Vietnam, Indonesia.

Come habitat crescono nelle zone ombrose, in condizioni di umidità, delle foreste montane inferiori fino a 700 metri.

Cresce tra i 2,5 m e i 6 metri di altezza. Tronco dal diametro di 10-20 cm, ricoperto densamente da radici avventizie. Hanno stipi color scuro porpora, distintamente spinosi vicino alla base. Lamine di circa 3 m di lunghezza, 1,5 m di larghezza. Hanno circa 23 coppie di pinne, alcune pinne basali sono ridotte.

  • Sopporta temperature non inferiori ai -7 °C.
  • E’ una specie da considerarsi protetta.
  • In Italia si può coltivare nelle regioni liguri, in Centro (tranne in Umbria), nel Sud e nelle Isole.
  • La Felce Arborea Spinosa richiede un suolo sempre umido; non lasciare asciugare tra le annaffiature.
  • Esposizione a mezz’ombra.
  • Richiede suoli leggermente acidi (pH 5.0 – 6.0) e sabbiosi.

 

Felce Antartica (Dicksonia antartica)

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Coltivata da decenni in Italia, questa magnifica Felce Arborea è endemica dell’ Australia, dove cresce dal sud-est del Queensland, attraverso le zone costiere del Nuovo Galles del Sud e dello Stato del Victoria e in Tasmania. Come habitat la Dicksonia ama le zone umide con elevato contenuto di acqua, in foreste pluviali, lungo i torrenti, in gole e occasionalmente in foreste di montagna. E’ la specie di Felce Arborea più comune in Australia. Felce a crescita molto lenta (fra 1 – 10 cm all’anno, a seconda delle condizioni climatiche e/o della latitudine/longitudine ove è coltivata) raggiunge la maturità verso i 23 anni (da cui, poi, si possono raccogliere le spore). Tuttavia è ricompensata dalla sua longevità che potrebbe superare i 400 anni.

Nelle sue terre di origine cresce fino a 15 metri di altezza, ma normalmente, soprattutto se coltivata in Europa, arriva fino a 4,5 – 5 metri di altezza. Ha un tronco solitario spesso e massiccio, solitario, con foglie persistenti che partono dalla base del tronco verso la corona. Le basi del tronco e delle foglie sono densamente ricoperte di peli brunastri lucidi fino a 4,5 cm di lunghezza.

Le basi delle fronde sono vorticose o lisce, e la nervatura centrale ha peli scarsissimi, lunghi, bruni e screpolati. Le fronde sono lunghe 2-4 m, suddivise tre volte, verde scuro e lucide sopra e più pallide. Formano una corona di 2 -6 metri di diametro.

Sopporta un clima invernale tra -10 / -15 . Può essere coltivata in quasi tutte le regioni italiane, tranne sulle zone montuose o presso il mare.

 

Felce Regina (Platycerium wandae)

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Bellissima ed insolita Felce epifita proveniente dalla Papua Nuova Guinea dalle caratteristiche fronde a corna di cervo. Alta fino a circa 1.8 metri – 2.4 metri di altezza. Non è proprio una Felce Arborea, ma si potrebbe denominarla Felce Arbustiva, anche perché è sprovvista di tronco/rizoma. E’ la più maestosa tra tutto il Genere delle Platycerium.

Le fronde sono profondamente lobate e al tatto sono coriacee. Le fronde verde pisello fertili hanno due lobi con lunghe corna appese al di sotto del loro bordo inferiore. Tra questi due lobi, sulla parte inferiore della fronda vi è una grande accumulo di spore. Ogni frutto fertile presenta anche un secondo accumulo di spore situato sul lato inferiore del grande lobo triangolare. Questa specie è facilmente identificabile dagli orpelli notevoli attorno al germoglio di crescita centrale. Questi orpelli sono visibili solo nella Felce Regina. Ha una crescita veloce, tanto che in soli 6 anni è già adulta. Nelle loro terre di origine hanno la caratteristica di crescere spontanee sugli alberi, alla biforcazione dei rami o nelle anfrattuosità del tronco.

La temperatura ideale di questa particolare Felce è tra 15.5 °C e 37.8 °C.

Vista la quasi assenza di mercato di questa stupenda Felce in Italia, e la scarsissima resistenza alle gelate invernali, la si potrebbe coltivare solo in appartamento. All’aperto la si potrebbe porre solamente in Puglia (nelle zone salentine), vicino alle coste calabresi e campane, in Sicilia e in Sardegna.

 

Albero della Felce d’Oro (Dicksonia fibrosa)

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Felce particolarissima, praticamente introvabile in Italia. La Dicksonia fibrosa ha sembianze quasi “preistoriche” ed è simile ad una grossa palma. Appartenente alla famiglia delle Dicksoniaceae, nativa della Nuova Zelanda, il suo nome botanico deriva da James Dickson, 1738-1822, un vivaista britannico che la scoperse. Il suffisso “fibrosa” sta in riferimento alla naturale fibrosità della chioma e del tronco. Nel suo habitat naturale, le specie crescono in diversi tipi di ecosistemi. Resiste a temperature fino a -11 ° C, tuttavia solo le piante mature possono essere lasciate completamente senza protezione.

Caratteristiche generali della pianta

Le Dicksonia sono felci arboree sempreverdi. In particolare, la fibrosa, può raggiungere un’altezza di sei metri. Ha un grosso tronco fibroso ed un fogliame tipico delle felci, molto ampio che può arrivatre a due metri di lunghezza, verde chiaro con steli marroni. Uno dei punti forti di Dicksonia fibrosa è l’aspetto che assume quando le fronde si smerigliato e morendo creano un ‘gonna’ intorno al tronco, indispensabile a proteggere la pianta da ulteriori gelate, pur mantenendo l’umidità intorno al tronco. Cresce lentamente.

Esposizione, clima, terreno

Nonostante la sua rusticità, consigliamo di ripararla in tutte quelle aree soggette a gelate invernali, soprattutto se si tratta di piante giovani. Come esposizione, la Dicksonia fibrosa predilige la mezz’ombra o comunque la luce solare filtrata dalle altre piante, per ricreare il più possibile il suo habitat naturale. Ricordando che si tratta di specie da sottobosco, predilige terreni sciolti, ben irrigati e ricchi di sostanze nutritive. Questa specie può sopportare anche brevi periodi di siccità. Le piante in pieno sole e poco irrigate resistono ma sviluppano fronde più brevi.

 

Come riprodurre le Felci Arboree dalle spore

Riproduzione da spore delle Felci Arboree

Si usa un substrato 50% torba e di 50% perlite con granuli di 1/16 pollici insieme a terra di dolomite (usare 1/16 di cucchiaio da the per una tazza di torba). Aggiungere acqua piovana. Infine si sterilizza il tutto in un forno da microonde (4 minuti per tazza di miscela a 800 Watt). Questa è un’operazione molto importante affinché si uccidano muffe, germi, erbacce, funghi, ecc. o qualunque corpo estraneo che potrebbe competere con i protalli in crescita.



Preparazione dei contenitori per la semina

Lavare bene i contenitori (che possono essere sia di plastica, sia di vetro) ben coperti da un foglio di plastica traspirante e gli utensili per la semina. Sterilizzare il tutto immergendo in una soluzione al 10 % di varechina per 30 minuti e risciacquare con acqua precedentemente bollita. 

Preparazione della superficie di semina 
Trasferire il terreno nei contenitori per semina e riempire ogni contenitore con circa1/4 pollice di terreno.
Preparare una piattaforma di semina pulendo con varechina al 10 %. Tenere le seguenti cose a portata di mano: due pennelli, una spatola di 1 cm, un foglio morbido di carta per pulire morbida diviso in due quadrati, e un phon. 
Le spore necessitano di una pellicola sottile di superficie umida su cui stare in sospensione in modo da completare il processo di riproduzione, perciò la superficie di semina deve essere pressata molto fermamente. 

Semina delle spore 
Usare la spatola o il pennello per spazzolare le spore all’interno del contenitore di semina. Non coprire mai le spore. Assicurarsi che il contenitore della semina non rimanga aperto per più di pochi secondi. 
Usare il phon (magari a 120 °C) per pulire la spatola e/o il pennello tra una semina e l’altra. 
Una volta seminato il contenitore dovrebbe essere coperto con un foglio di plastica o vetro (lasciando un po’ di spazio d’aria) e tenuto a 20°C alla luce diffusa, ma non al buio. Le spore germinano in circa 2-6 settimane. 
di Matteo Pietra

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