La semina e la coltivazione dell’Argan (Argania spinosa)

La semina e la coltivazione dell’Argan (Argania spinosa)

L’Argania spinosa è una specie appartenente alla famiglia delle Sapotaceae, endemica nei territori del Maghreb e risalente ad olte 80 milioni di anni fa quando pare occupasse zone molto ampie del Nordafrica. Si tratta di un vero e proprio fossile vivente. Oggi cresce in un’area di 830 mila ettari in Marocco e in una zona molto circoscritta del Messico.Il suo nome deriva dalla sua regione di origine, Argana (a nord est di Agadir, in Marocco), da dove ha iniziato la sua diffusione, per mano dell’uomo. Oggi l’Argania spinosa è reperibile soltanto nella zona a sud del Paese, in cui sono presenti circa 21 milioni di esemplari. Per la sua rarità e proprietà straordinarie, dal 1998 è stata inserita dall’Unesco nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Caratteristiche generali della pianta

Pianta sempreverde in grado di raggiungere agevolmente i 10 metri di altezza, molto longeva (fino a 200 anni) e resistente alle maggiori avversità. La pianta presenta un tronco con nodi in evidenza e fusti intrecciati strettamente, la chioma è ampia e arrotondata, i rami dotati di spine (da cui la sua denominazione). Delle sue foglie, lanceolate e coriacee, verde brillante nella parte superiore e cineree in quella inferiore, vanno ghiotti cammelli e capre. La fioritura avviene tra maggio e giugno, con fiori bianchi o giallo-verdi. Il frutto è una bacca ovale, affusolata, lunga circa 3 cm. che matura nel mese di luglio quando il colore vira al giallo-bruno. All’interno di ogni bacca si trovano tre semi e una pianta nel pieno sviluppo ne può produrre fino ad 8 kg, dai quali si estrae il famoso “olio di Argan”, notissimo per le straordinarie proprietà benefiche per la bellezza e la salute.

Come riprodurlo attraverso i semi

Si tratta di una specie che può risultare difficoltosa da riprodurre a causa del tegumento coriaceo che ricopre i semi. E’ sempre necessario immergerli in acqua tiepida per un periodo da 2 a 4 giorni prima di seminarli. Sono stati riportati successi nella germinazione anche tenendo i semi in un asciugamano umido a temperatura ambiente, a circa 20-25°C.
Piantare i semi pre-germinati in piccoli contenitori, in un substrato leggero e annaffiare con moderazione, limitandosi a mantenere umido il terreno. I semi potrebbero richiedere da diverse settimane ad alcuni mesi per germogliare.

Per favorire la germinazione, alcuni studiosi consigliano di utilizzare l’acido gibberellico, un ormone naturale scoperto nel 1935, in associazione a temperature di 4°C per un periodo di 3 mesi.  A queste condizioni, la germinazione ha pieno successo nel 95% dei casi.
– Prima fase: i semi vengono trattati con l’ormone, in genere venduto in polvere o in pastiglie, sciolto in acqua distillata. Alcuni consigliano di usare prima poche gocce sui semi per sciogliere il tegumento coriaceo e successivamente di diluirlo alle dosi indicate sulla confezione. I semi dovranno essere immersi assieme all’ormone per 24 – 72 ore, a seconda della durezza della cuticola esterna. L’acido non è considerato pericoloso, tuttavia il consiglio è di utilizzare le necessarie precauzioni.
 – Seconda fase: i semi devono subire il processo di stratificazione a freddo che consiste nella semina nel tardo autunno in un vaso, ad una profondità doppia della loro lunghezza, in un substrato sabbioso e lasciati all’esterno per tutto l’inverno. In questo modo, essi germineranno naturalmente in primavera. Successivamente è necessario fare attenzione a non eccedere con le irrigazioni né con le concimazioni azotate.
L’albero, nel suo habitat natuale, presenta una crescita scarsa per la maggior parte dell’anno tranne che nel periodo delle piogge, ma le irrigazioni possono rapidamente aumentare il suo volume e la chioma, così come i fiori. Sono tuttavia necessari non meno di due anni perché compaiano i primi frutti.

Esposizione, clima e terreno

La specie necessita di esposizione in pieno sole, tollera molto bene la siccità e le temperature comprese tra i 3°C e i 30°C ma sopravvive alle alte temperature e fino a 1400 metri. Predilige terreni poveri e sabbiosi. L’Argania è una specie molto rustica che sopravvive senza difficoltà in condizioni e temperature estreme, in terreni salini e aridi dove le sue radici possono arrivare a ricercare l’acqua anche a 30 metri di profondità. La pianta non sopporta invece i suoli umidi e asfittici dove presenta crescita stentata e vita breve.

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