Saturday, May 19, 2012

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L’acido gibberellico

Scritto da F.Montanari On April - 1 - 2009


acido-gibberellicoI primi pioneristici studi sull’ acido gibberellico (C19H22O6) furono compiuti in Giappone nel 1935. L’ attenzione degli esperti puntava a comprendere e a spiegare un’improvvisa ed esplosiva crescita del riso verificatasi in molte piantagioni del paese. Dopo accurate ricerche, si è giunti alla conclusione che il fenomeno fosse dovuto all’ attività di un fungo (il “Gibberella fujikuroi” ) produttore dell’ acido gibberellico,  ormone responsabile di alcuni particolari effetti sulle piante. Difatti, in condizioni normali, i semi delle piante necessitano di esposizioni a determinate temperature prima di poter germogliare, soggette a variazioni relative alla specie e al particolare ambiente in cui essa viene inserita. Il periodo in cui il seme rimane inattivo viene chiamato dormienza. Con la propria azione, l’acido gibberellico diminuisce considerevolmente i tempi della dormienza, anticipando la germogliazione, aumentando il tasso di germinazione e , di conseguenza, la probabilità che dal nostro seme possa nascere una pianta. L’acido gibberellico viene impiegato per velocizzare il processo di crescita delle radici e del fusto, grazie all’attivazione della divisione mitotica delle cellule vegetali.  La stimolazione ormonale può essere attuata anche in esemplari adulti, grazie alla somministrazione nelle gemme apicali. Il prodotto può inoltre influenzare i tempi di fioritura,  le dimensioni dei fiori,  aumentare il numero delle infiorescenze, e portare ad un aumento della fruttificazione. L’acido gibberellico viene commercializzato in polvere ed è solubile in alcol e acqua. Si procede aggiungendo qualche goccia di alcol fino a sciogliere la polvere. A questo punto è necessario  aggiungere acqua fino a raggiungere la concentrazione desiderata. La quantità di alcol utilizzata è talmente bassa che  non può in alcun modo pregiudicare lo stato di salute delle piante.  A titolo del tutto esemplificativo, 100 mg di polvere in 200 ml di acqua portano a una concentrazione oscillante dai 200 ai 500 ppm (parti per milione). Si usano 500 ppm per semi di difficile germinazione e si scende a 250 ppm negli altri casi.  L’acido gibberellico è acquistabile da ZR-Giardinaggio sul negozio on-line dell’azienda.

formula-acido


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3 Responses

  1. rinomanfroni Said,

    Ho preparato una concentrazione di 300ppm per germinare dei semi di Trollius Europaeus (Botton D’Oro), e ho lasciato i semi a bagno per 24 ore. Li ho seminati il giorno dopo (22 Aprile), ma ancora non sono germinati (oggi e’ il 3 di Maggio).

    Spero che la concentrazione sia giusta, anche perche’ non si riesce a trovare nessun documento abbastanza interessante che riguardi specificatamente i tipi di semi (almeno per le famiglie di piante).

    Ho usato l’alcool isopropilico 70% per sciogliere la polvere.

    Se qualcuno ha maggiori informazioni e mi vuole contattare, “rinomanfroni at gmail punto com”.

    Posted on May 3rd, 2009 at 08:04

  2. rinomanfroni Said,

    In questo sito addirittura si dice che per germinare i semi serve una concentrazione pari a 2000ppm???
    http://www.crfg.org/tidbits/gibberellic.html

    Posted on May 3rd, 2009 at 08:05

  3. admin Said,

    mi sembra un po’ eccessivo….a me ha sempre funzionato a basse concentrazioni…sempre meglio non avere alcun effetto che “bruciare” il seme, soprattutto se si tratta di semi rari e costosi.

    Posted on May 3rd, 2009 at 17:10

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