I fertilizzanti organici di origine vegetale

I fertilizzanti organici di origine vegetale

Il  compost è senza dubbio, il fertilizzante organico vegetale più noto. Pur avendone già parlato nel precedente articolo di Guide Verdi, non pensiate che l’argomento sia chiuso. Aspettatevi un numero in cui approfondiremo le tecniche per ottenere un compost degno di questo nome! Oltre al compost esistono, tuttavia, altri importanti fertilizzanti vegetali. Di seguito troverete un elenco dei più diffusi.

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L’humus: funzioni e tipologie

L’humus: funzioni e tipologie

Ricordiamo che un terreno, per essere fertile, deve essere vivo, cioè ricco di microrganisimi: batteri, funghi, insetti terricoli e lombrichi. Questi esseri viventi si nutrono attraverso la disgregazione della sostanza organica, decomposta prima in humus e, successivamente, in elementi minerali assimilabili dagli organismi vegetali. Grazie alla sostanza humificata, le caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche dei terreni, risultano ottimizzate.

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La fertilizzazione dei terreni

La fertilizzazione dei terreni

Per sfoggiare un balcone con petunie (surfinie) rigogliose come nella foto accanto, dovrete, per forza di cose, soddisfarne le esigenze fondamentali di esposizione, irrigazione e, naturalmente, assicuravi che il terreno sia fertile e adatto a sostenere il loro sviluppo. Ma cosa sono i fertilizzanti? In poche parole, i fertilizzanti racchiudono l’insieme dei prodotti specifici che, attraverso un’ attenta ed accurata somministrazione, tendono a migliorare le caratteristiche dei terreni.

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I macroelementi

I macroelementi

Come vi abbiamo già accennato nel secondo numero di “Guide verdi”, nel terreno le piante trovano alcuni elementi fondamentali per la propria sopravvivenza. Tali elementi  costituiscono i tessuti della pianta e/o attivano i processi vitali (crescita, riproduzione, difesa, etc). L’energia che permette alla pianta di utilizzare/trasformare gli elementi assorbiti dal terreno è, invece, ricavata dal processo di fotosintesi clorofilliana. Ma quali sono gli elementi presenti nel terreno? Classicamente, si distinguono 2 grosse categorie; i macroelementi…

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Geohumus

Geohumus

Geohumus, realizzato dalla svizzera Dolder , verrà presentato in anteprima nazionale, tra il 19 e il 21 febbraio, durante il prossimo Miflor di Padova. Il prodotto di nuovissima concezione, può essere aggiunto al terreno e, trattenendo l’acqua per periodi prolungati, crea una vera e propria riserva idrica.  Come è possibile? Innanzitutto, Geohumus, che si presenta come materiale spugnoso, è composto da un miscela di terra vulcanica e di un polimero biodegradabile. Grazie a questi elementi,…

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Composter Sartori

Composter Sartori

Come molti appassionati ed esperti del verde sanno, il compostaggio è una tecnica antica. Attraverso la raccolta di scarti vegetali da cucina, sfalci di potatura, erba, pezzi di cartone e di carta (evitate quella stampata) e persino tessuti al 100% vegetali (lana, cotone, etc), potrete, infatti, ottenere dell’ottimo compost per il vostro giardino. Molti potrebbero pensare: ” E io dovrei tenermi una pattumiera in giardino o sul terrazzo, infestando con la puzza di spazzatura tutto…

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L’ Akadama, amica dei Bonsai

L’ Akadama, amica dei Bonsai

Oggi parleremo di un prodotto ritenuto indispensabile per la coltivazione di bonsai; l’akadama, che tradotto letteralmente dal giapponese, significa “terreno a palle rosse”. Essa viene estratta a 3 m di profondità, nel sottosuolo delle foreste di Cryptomerie in Giappone. Dopo essere stata raccolta, viene asciugata e tagliata in diverse granulometrie. In Italia troviamo in commercio l’akadama a grossa granulometria (Ø 7-10 mm) e quella a granulometria fine (Ø 3-7 mm). L’akadama è un tipo di…

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L’acido gibberellico

L’acido gibberellico

I primi pioneristici studi sull’ acido gibberellico (C19H22O6) furono compiuti in Giappone nel 1935. L’ attenzione degli esperti puntava a comprendere e a spiegare un’improvvisa ed esplosiva crescita del riso verificatasi in molte piantagioni del paese. Dopo accurate ricerche, si è giunti alla conclusione che il fenomeno fosse dovuto all’ attività di un fungo (il “Gibberella fujikuroi” ) produttore dell’ acido gibberellico,  ormone responsabile di alcuni particolari effetti sulle piante. Difatti, in condizioni normali, i…

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