Pittosporum tobira

pittosporum-tobiraOggi vi descriveremo una delle piante più diffuse nelle nostre città, sia nei giardini privati che come elemento di arredamento urbano: il Pittosporum tobira , meglio conosciuto con il suo nome volgare come Pitosforo.  Il genere Pittosporum appartiene alla famiglia delle Pittosporaceae. A tale genere si riconducono  circa 150 specie di arbusti e alberelli, tutti semirustici (sopportano tranquillamente i -5°C) e sempreverdi o dal fogliame comunque persistente, sempre apprezzato per il suo elevato valore decorativo. In particolare, il Pittosporum tobira è originario dell’ estremo Oriente (Cina e Giappone). Il Pitosforo è un arbusto che troviamo solitamente piccolo, a seguito delle potature di contenimento. In realtà, se fatto crescere liberamente (e correttamente) può raggiungere anche i 6-8 m di altezza e i 4 m di diametro! E’ una pianta adatta alla città soprattutto perchè resiste all’inquinamento atmosferico. Passiamo ora a una descrizione più dettagliata delle sue caratteristiche.

FOGLIE

La vegetazione si trova sempre sulla sommità dei rami. Le foglie sono alterne, obovate, coriacee, spesse, lucide e dal colore verde scuro. Sono inoltre ristrette alla base ed arrotondate in punta.

FIORI e BACCHE

bacche-pitosforoIl periodo della fioritura è aprile-luglio, con un picco solitamente nel mese di giugno. I fiori sono bianchi o giallo crema, riuniti in pannocchie terminali, larghe tra i 5 e gli 8 cm. Si riconoscono anche per un intenso profumo che ricorda molto i fiori d’arancio. Particolarmente decorativi sono i suoi frutti (bacche) a forma di capsula subglobosa. Sono grandi circa 1 cm e quando si aprono mostrano dei semi rossi.

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POSIZIONE ed ESPOSIZIONE

Sono piante che prediligono il pieno sole. Attenzione ai venti gelidi provenienti da nord! Nelle zone a clima rigido, si consiglia, dove possibile, di riparate i vostri esemplari in serre fredde. In realtà, essendo piante semirustiche, possono comunque sopravvivere agli inverni più duri. Difficilmente infatti, le temperature nelle città italiane scendono sotto i -5° C e , quando accade, la colonnina di mercurio tende a risalire in fredda. Ovviamente dipende dall’area climatica in cui vivete.  A Milano (noi lavoriamo in questa città) non c’è nessun problema, a parte casi di freddo eccezionale. In ogni caso vi sconsigliamo di utilizzare il Pitosforo in zone montane. Nel caso in cui vogliate utilizzare diversi esemplari di Pittosporum tobira, vi suggeriamo di rispettare un sesto d’impianto (distanza tra una pianta e l’altra) di almeno 50-70 cm. Questo per evitare che le piante, non si ostacolino troppo a vicenda in fase di crescita.

ESIGENZE IDRICHE

Tollerano bene la siccità e l’aria salmastra di mare. Per ottenere un folto fogliame e una ricca fioritura è comunque bene annaffiarle con regolarità nei mesi più caldi.

TERRENO e PIANTUMAZIONE

Il terreno deve essere fertile e ben drenato.  Nella fase di piantumazione, arricchite  quindi (se necessario, ovviamente!) il terreno con un buon terriccio, compost maturo, humus , torba e sabbia per migliorarne il drenaggio.

CONCIMAZIONE

Non hanno particolari esigenze di concimazione. Una pianta sofferente deve essere prima osservata da un esperto giardiniere. Concimazioni errate potrebbero infatti compromettere ulteriormente la situazione.

POTATURA

Resiste bene alle potature, ed è per questo che spesso viene utilizzata come siepe, anche se non è affatto raro trovare un esemplare isolato di Pittosporum tobira coltivato in vaso. Come sempre vi consigliamo di compiere le operazioni di potatura nel periodo immediatamente precedente la ripresa vegetativa, quindi tra la fine di febbraio, e gli inizi di marzo. In realtà, poichè agli occhi meno esperti non sempre è facile capire come e dove fiorirà l’arbusto, potete aspettare la fioritura e poi tagliare. Questo accorgimento è utile ad evitare di rimuovere le gemme da fiore! Ricordate inoltre di compiere le solite operazioni; eventuale svecchiamento, rimozione dello sfiorito, rimonda di eventuali porzioni di secco..

AGENTI PATOGENI (MALATTIE)

Il Pittosporum tobira viene solitamente attaccato dagli afidi e dalle cocciniglie. Le prime tendono ad attaccare  nuovi getti di foglie e i fiori. Le cocciniglie si distinguono in due tipologie. Le cocciniglie cotonose aggrediscono le piante di Pitosforo soprattutto quando il clima è caldo e secco. Le coccinglie brune sono forse più pericolose per l’organismo ospite. Infatti, dopo la loro aggressione, la pianta produce sostanze zuccherose in eccesso che attirano l’attenzione anche di funghi e fumaggini. L’esemplare colpito presenta in questo caso, un tipico aspetto nerastro e appiccicoso. Sia gli afidi che le cocciniglie devono essere trattati con prodotti specifici, venduti nei migliori garden center.

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