Rynchospermum jasminoides

trachelospermumQualunque amante del verde che abbia un minimo di conoscenza botanica, si sarà reso conto che le piante che sono state messe a dimora nei parchi e giardini privati delle nostre città, non sono poi tante. Qui non mi riferisco tanto all’aspetto quantitativo. Siamo tutti (spero!) d’accordo che  le amministrazioni comunali dovrebbero preoccuparsi di far piantumare un più alto numero di piante, nelle nostre grigie e spesso inquinate città. Cercheremo, invece, di capire, in modo molto sommario, perchè nel nostro Paese i progettisti del verde e i giardinieri scelgono sempre, a parte qualche eccezione di rilievo, le stesse specie e varietà vegetali. I motivi sono tanti. Il primo è abbastanza scontato; in Italia c’è poca cultura del verde. E pensare che un tempo i mastri giardinieri italiani venivano chiamati all’estero per progettare e realizzare importanti opere verdi; basti pensare, tanto per fare un esempio, a Versailles! Sicuramente, non è questa la sede più adatta per analizzare una trasformazione così complessa, che ha investito diversi secoli. Per semplificare, diciamo che in Italia, dopo gli splendori dei giardini all’italiana, si è persa l’attenzione per il verde ornamentale e ha prevalso la cultura contadina, più attenta agli aspetti produttivi, ma sicuramente meno propensa a curare gli aspetti estetici delle piante.  Negli ultimi anni, si sta assistendo a un’inversione di tendenza, anche se la strada da fare per avvicinarsi ai parametri qualitativi del resto d’Europa, è ancora molto lunga. Il secondo motivo per cui nelle nostre città c’è una ristretta varietà di piante è di tipo economico; le poche piante che si vedono in città sono anche  le meno costose. Molti a questo punto, potrebbero pensare “Ecco le pubbliche amministrazioni, sono poche attente al verde; piantano poco e  per di più mettono le piante meno costose, quindi quelle più brutte!” Errore! Sarà anche vero che c’è poco verde in città, ma non bisogna pensare che le piante meno costose siano le più “brutte”. Sono semplicemente quelle più resistenti, che il vivaio vi fa pagare poco proprio perchè  necessitano di meno cure. Tra queste, ricordiamo uno dei rampicanti più diffusi nelle nostre città: il  Trachelospermum jasminoides.

Il Trachelospermum jasminoides (o Rhynchospermum jasminoides) è meglio conosciuta come  il  “falso gelsomino”. Non va confuso con il “vero” gelsomino (Jasminum officinale), arbusto dalle foglie caduche. Il falso gelsomino è un arbusto rampicante sempreverde. Ha una crescita piuttosto veloce, soprattutto se posto nelle condizioni pedo-climatiche e ambientali più adatte al suo sviluppo. Possiede fusti e rami sottili, con internodi molto allungati; è quindi sarmentoso.

FOGLIE

Sono sempreverdi, opposte, coriacee, semplici,  con un picciolo breve e  una lamina lanceolata lucida.

FIORI

I suoi fiori bianchi semplici, eppure molto eleganti e decorativi, sono apprezzati per il gradevole e inconfondibile profumo che sprigionano nel periodo della fioritura (aprile-agosto con una esplosione tra maggio e luglio, anche se mi è capitato di vedere qualche fiorellino anche a settembre; ovviamente dipende dalle annate e dall’area geografica in cui vengono coltivate le piante!).

ESPOSIZIONE

Per quanto riguarda l’esposizione, il Trachelospermum jasminoides, è una pianta da pieno sole, anche se si adatta abbastanza bene alla mezzombra, soprattutto se vive nelle regioni più calde. Dicevamo prima che è una pianta piuttosto rustica; infatti è resistente allo smog, al freddo e al caldo. Difatti tollera temperature fino ai -5°C.

TERRENO

Il falso gelsomino si adatta a molti tipi di terreno, persino quelli calcarei, purchè ben drenati. Non ci stancheremo mai di sottolineare l’importanza di un terreno ben drenato!

ESIGENZE IDRICHE

Il Trachelospermum jasminoides richiede un’ innaffiatura piuttosto regolare, nel periodo primaverile-estivo. In realtà resiste abbastanza bene anche periodi brevi di siccità.

POTATURA

Si devono assolutamente evitare potature eccessive, soprattutto sui rami principali. Vi consigliamo di praticare esclusivamente potature leggere di formazione (ovviamente meglio farle nel periodo di riposo vegetativo: inverno) ed eventuali tagli di contenimento, nel caso in cui la vostra pianta tenda ad espandersi eccessivamente. Come sempre vale la regola per cui è meglio compiere diversi tagli leggeri, piuttosto che uno importante. Questo per un motivo molto semplice; ogni taglio rappresenta una ferita, che rende la pianta suscettibile ad attacchi di agenti patogeni (insetti, funghi,etc.).

CONCIMAZIONE

Vi consigliamo di praticarla ogni 15 giorni in primavera-estate , utilizzando dei comuni fertilizzanti liquidi o, in alternativa, concimi  minerali granulari ternari con NPK (azoto, fosforo, potassio).

AGENTI PATOGENI (malattie)

Lavorando a contatto diretto con vaste siepe di falso gelsomino, abbiamo constatato  che gli afidi sono tra i patogeni più diffusi. Nel caso in cui questi nemici naturali della pianta riescano a colpire, avrete a breve un esemplare indebolito di falso gelsomino, che magari la stagione dopo non fiorirà. Invece, se la pianta riesce a superare indenne eventuali attacchi di elementi patogeni, vi ritroverete con rami ben più lunghi di prima, con un effetto contario a quello desiderato! Infatti, contrariamente a quanto si crede, un taglio eccessivo stimola una crescita esplosiva dei rami degli arbusti.


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