Il piaccametro, un valido alleato per la coltivazione della cannabis light

Quando ci si dedica alla coltivazione della cannabis, se si vuol essere certi di beneficiare di rese produttive ottimali è indispensabile verificare che la crescita delle piante avvenga in un ambiente adeguato: per questo motivo bisogna prestare attenzione al livello del ph. A tale scopo ci si può servire di un piaccametro, che se utilizzato in modo corretto e calibrato come si deve si rivela un alleato prezioso per una crescita perfetta delle piante in tutte le fasi. Un approccio scientifico è ineludibile se si desidera coltivare la cannabis con successo, e in particolare per mettere a disposizione delle piante l’ambiente di cui hanno bisogno: il che vuol dire essere consapevoli delle caratteristiche del suolo e dell’acqua, con riferimento in particolare alla composizione chimica.

Come iniziare

Le basi con le quali si comincia a coltivare la cannabis rischiano di non essere le migliori possibili per effetto degli agenti contaminanti che si possono trovare nel terreno; non va dimenticato, poi, che per ragioni di sicurezza pubblica all’acqua possono essere aggiunte delle sostanze chimiche speciali. Il fatto è che la cannabis risulta molto sensibile rispetto ai cambiamenti della composizione chimica dell’ambiente in cui si trova, ed è questa la ragione per cui si deve ricorrere ai piaccametri nelle varie fasi di crescita. Il ph è in grado di condizionare la capacità da parte delle piante di veicolare i carboidrati e in generale le sostanze nutritive che servono loro. Il ph ideale per la cannabis è di circa 6.5, il che vuol dire che chi la coltiva deve fare in modo che l’acqua e il substrato non si allontanino da questo valore.

I prodotti di Grow Shop Italia

I ph tester fanno parte del ricco e variegato catalogo di prodotti in vendita sul sito di Grow Shop Italia, negozio che ormai da anni è un punto di riferimento importante per tutti coloro che desiderano cimentarsi con la coltivazione della cannabis; vale la pena di sapere, per altro, che per gli ordini di importo superiore a 109 euro la spedizione è gratuita. Grow Shop Italia vende sia al dettaglio che all’ingrosso, e propone antiparassitari preventivi, materiale per la coltivazione idroponica, grow box per la coltivazione indoor, concimi biologici, fertilizzanti e semi di cannabis da collezione: una vasta gamma di articoli di qualità.

Che cosa succede se il ph non è costante

Le variazioni del ph, sia nell’acqua che nel suolo, rappresentano una fonte di stress per le piante, e quindi condizionano il buon esito della loro crescita. Non serve a niente che il ph del suolo rispetti i valori desiderati se lo stesso non avviene per il ph dell’acqua di irrigazione: in una situazione del genere, tutta l’operazione colturale viene messa a repentaglio. Le piante assorbono l’acqua nel corso della crescita, per poi farla entrare in circolazione nel gambo: da qui l’acqua arriva alle foglie, e in seguito evapora. Il processo della fotosintesi prevede lo scambio tra acqua e anidride carbonica, e quest’ultima consente la sintesi degli zuccheri di cui la pianta ha bisogno per crescere in cooperazione con la luce.

La fotosintesi e il ph

Il livello di efficienza della fotosintesi è destinato a diminuire nel caso in cui il ph dell’acqua o del suolo risulti sbilanciato: in pratica, la pianta fa fatica a crescere e, in generale, dà vita a performance diverse da quelle desiderate, il che vuol dire una quantità inferiore di cime che possono essere raccolte da chi coltiva. Se si opta per la coltivazione senza suolo, poi, il ph richiesto è differente, ed è necessario regolare di conseguenza il piaccametro. Se il ph migliore in un terreno deve essere in un range di valore compreso tra 6 e 7, nel caso della fibra di cocco o di substrati alternativi l’intervallo ideale è compreso tra 5.5 e 6.5; e lo stesso dicasi per le coltivazioni con metodo idroponico. A questo punto non è difficile intuire il motivo per cui è indispensabile sapere come si utilizza un piaccametro.

Guida all’uso del piaccametro

Il piaccametro è un apparecchio semplice da utilizzare: tutto quello che si deve fare è collocare il sensore all’interno del terreno o dell’acqua che si desidera testare. A volte i piaccametri non sono calibrati, il che vuol dire che si deve provvedere a questa operazione in prima persona. Il procedimento da seguire, però, è diverso a seconda che si abbia a che fare con una sonda manuale o con un dispositivo a penna, fermo restando che lo scopo è sempre quello di regolare il piaccametro per riuscire a leggere con facilità il range di ph.

I consigli per un utilizzo corretto

Prima di tutto è indispensabile leggere con attenzione le istruzioni allegate all’apparecchio. Dopodiché si può calibrare il dispositivo, ricordando di tenere i guanti sulle mani: la lettura, infatti, potrebbe variare per effetto della chimica del corpo umano. Se si deve effettuare la calibrazione, è sufficiente versare in due contenitori diversi una piccola quantità di soluzione: è disponibile sul mercato e si compra senza problemi. Prima di calibrare è indispensabile pulire la sonda e impiegare una soluzione nuova. Ora si può cominciare: si mette la sonda all’interno della prima soluzione e si calibra; poi si pulisce la sonda e si ripete il test altre due volte. Solo a questo punto il piaccametro si può considerare calibrato, ed è possibile mettere la sonda nell’acqua o nel suolo per appurare il valore del ph. Il dispositivo mostra i valori registrati, e così non rimane che comportarsi di conseguenza, regolando il ph se ci si è resi conto che l’intervallo ottimale non è rispettato.

Come essere certi che la calibrazione sia precisa

Il funzionamento dei piaccametri è più efficace nel caso in cui essi siano calibrati un po’ al di sopra e un po’ al di sotto del range che si intende controllare. Per fare in modo che il suolo e l’acqua risultino più alcalini, si può ricorrere alla calce che viene utilizzata per il giardinaggio; se si vuol ottenere l’effetto opposto, invece, basta adoperare l’aceto bianco.

facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedin