Coltivare la canapa light: consigli e accorgimenti

La cannabis light, detta anche canapa leggera o legale, è una sostanza ricca di benefici. Essa si ricava dalle infiorescenze della specie Canapa sativa, ed è del tutto a norma nel momento in cui presenta percentuali elevate di CBD (cannabidiolo) e quantità bassissime di THC (tetraidrocannabinolo).

Quest’ultimo è responsabile degli effetti psicotropi, e – stando alle più recenti indicazioni – non deve superare una concentrazione dello 0,2% (o al limite dello 0,5%). Se si rispetta questo standard, l’estratto non causa alterazioni alla nostra psiche, anzi, è positivo per la nostra salute!

Infatti il CBD è antinfiammatorio, antiossidante (nel senso che contrasta l’invecchiamento dei tessuti), addirittura antitumorale perché rallenta lo sviluppo delle cellule cancerogene. È nostro alleato contro la nausea, le emicranie, l’acne e altre malattie della pelle. Rappresenta anche un eccellente antiansia, un prezioso supporto contro lo stress e l’agitazione che spesso ci coglie durante la vita quotidiana. E, lo ribadiamo, non si tratta assolutamente di uno stupefacente.

La cannabis leggera, o meglio il CBD, si utilizza per la preparazione di oli, cristalli, semi da adoperare in cucina e così via. È possibile sia acquistare le piante online, sia coltivare la canapa in casa seguendo una serie di accorgimenti.

È proprio di questo che vogliamo parlarti: vediamo qual è il terreno migliore per Canapa sativa, come bisogna regolarsi con la fertilizzazione e con l’irrigazione, qual è l’esposizione luminosa più adatta ecc. Leggi la nostra guida per avere una panoramica più chiara sull’argomento!

Le caratteristiche del terriccio

Per la crescita degli esemplari, in molti casi, si opta per il metodo classico: la coltivazione nel terriccio. È importante che esso sia ricco di nutrienti e omogeneo a livello di densità, contraddistinto da un buon drenaggio per evitare i fastidiosi ristagni idrici. Questi sono temuti, dato che provocano funghi e marciumi alle radici.

Il suolo andrebbe sottoposto a fresatura, lavorato a una profondità di circa 30 cm. Altri invece preferiscono lasciarlo così com’è, una tecnica a basso impatto ambientale che comunque permette di ottenere ottimi risultati. Una piccola chicca: sarebbe meglio che la semina avvenisse in autunno, poiché in primavera il terreno potrebbe restare troppo zolloso. Dopotutto, questa specie non risente del freddo (pensa che a volte si trova anche a 1500 m di altezza!).

La fertilizzazione

Per coltivare la canapa light in maniera corretta è necessario provvedere alla giusta fertilizzazione.

Il concime ideale contiene, in modo bilanciato, i tre macroelementi essenziali:

  • l’azoto, fondamentale per le cellule vegetali e per la produzione di clorofilla;
  • il fosforo, alla base della fioritura, della fotosintesi e del trasporto di energia;
  • il potassio, indispensabile per il metabolismo. Una sua carenza determina seri problemi alle foglie.

Il dosaggio di queste tre componenti varia a seconda della stagione dell’anno (per esempio, subito prima della nascita delle infiorescenze c’è bisogno di più fosforo). Sul mercato esistono anche dei terricci che integrano il fertilizzante, ragion per cui basterà eseguire l’operazione ogni 6 mesi. Inoltre vanno bene le concimazioni organiche, magari con compost o letame.

La coltivazione idroponica della canapa light

La canapa può essere coltivata anche con metodologie alternative, tra cui l’idroponica. Una modalità che sfrutta l’acqua e un substrato inerte, formato da argilla espansa, perlite, lana di roccia e fibra di cocco, e che esclude quindi il terreno.

I vantaggi sono numerosi, da una resa più abbondante a una qualità più elevata, fino a un notevole risparmio di risorse con riduzione degli sprechi. Le sostanze nutritive, sciolte nell’acqua, vengono assorbite più facilmente dalle radici e ciò va a favore del benessere degli esemplari.

Dovrai procurarti delle vaschette apposite, il substrato, delle lampade a LED per la coltivazione indoor, un ventilatore per ricreare l’azione del vento che rafforza la struttura delle piante. Sono disponibili eccellenti kit per idroponica, per consentirti di dedicarti al tuo compito con la massima efficienza.

Come irrigare

E per quanto riguarda l’irrigazione? Come già abbiamo evidenziato, Canapa sativa è sensibile ai marciumi dell’apparato radicale, ed è dunque importante evitare una somministrazione eccessiva di acqua.

Anzi, di norma se la crescita si verifica outdoor non è nemmeno necessario bagnare il suolo – tranne che nei periodi molto aridi. Indoor è sufficiente versare qualche goccia d’acqua nel terriccio quando quest’ultimo si mostra particolarmente secco. Come potrai intuire, il discorso non vale per l’idroponica!

Luce ed esposizione

In linea di massima, la canapa ama la luce, che sia quella del sole o quella delle lampade a LED. Questi dispositivi dovrebbero essere caratterizzati da una temperatura di colore neutra, quanto più possibile naturale e realistica.

L’illuminazione perfetta dura circa 12 ore, ed è seguita da altrettante ore di penombra o di buio. Ti raccomandiamo di far sì che la luce sia diretta, poiché i rami che si sviluppano all’ombra sono molto più fragili e sottili. Nel caso della coltivazione indoor, uno strumento utilissimo è il timer che tiene sotto controllo l’accensione e lo spegnimento dell’impianto a LED.

La raccolta

Non è sempre semplice capire quando i semi sono giunti a maturazione. Di solito, quando essi cominciano a cadere si effettua la raccolta.

È essenziale che lo stelo sia ancora verde, in quanto un ritardo può causare un vero e proprio crollo della resa. Questa regola non va mai trascurata quando si desidera coltivare la canapa nella giusta maniera. Cogli i fiori a mano, per non rovinarli, e sistemali poi in una stanza dove la temperatura e l’umidità sono monitorate con attenzione (potrebbe essere opportuno un termo-igrometro).

Per l’estrazione del CBD dalle infiorescenze vi sono macchinari specifici. Alcuni sono manuali, altri sono automatici per godere di una più alta funzionalità.

I parassiti

Infine, la canapa light soffre per l’attacco dei parassiti? Talvolta, purtroppo, sì. I peggiori sono gli afidi, che danneggiano totalmente il fogliame e si distinguono per il loro tipico colore verde o nero.

In tali situazioni, le foglie si arricciano su sé stesse e diventano man mano giallastre. Ciò che bisogna fare, per la prevenzione, è garantire il ricircolo d’aria e controllare con scrupolosità la temperatura dell’ambiente. Se noti zone infette, potale subito con un paio di cesoie igienizzate!

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